Benetton Treviso e Aironi hanno archiviato il primo mese di Magners League

Guinness PRO12 Editor

8 Oct 2010

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Tobias Botes 1/10/2010

E’ ampiamente positivo il bilancio della nuova avventura italiana in Magners League.

Sul campo le tre vittorie di Treviso hanno scritto una delle pagine più belle della storia recente del rugby azzurro, ma è sugli spalti che l’Italia sembra aver vinto la sua difficile sfida con il rugby professionistico. Oltre 24mila spettatori in sei incontri casalinghi, entusiasmo e importanti coperture da parte di quasi tutti i quotidiani del Belpaese rendono bene l’idea di una Magners League mania che sta coinvolgendo gli sportivi italiani. La rivoluzione celtica è cominciata sotto i migliori auspici.

Meglio Treviso, senza dubbio, capace di concretizzare il lavoro di un progetto iniziato un anno e mezzo fa, quando la dirigenza biancoverde ha cominciato a programmare il futuro professionistico del club veneto. Tre vittorie e due sconfitte nelle prime cinque giornate di questa prima rivoluzionaria stagione di rugby celtico è risultato di grande prestigio e di valore assoluto. In primis perché superare Scarlets e Leinster tra le mura amiche è un piccolo miracolo sportivo per una società che si affaccia per la prima volta nel “grande giro del rugby internazionale”, e poi perché le sconfitte di Swansea contro gli Osperys campioni in carica e quella interna contro i potenti Cardiff Blues (al momento secondi, a una sola lunghezza dalla capolista Munster) erano ampiamente annunciate e prevedibili. I biancoverdi hanno sfruttato a dovere un calendario favorevole, portando preziosissimi punti in cascina e costruendosi così una parte finale dell’anno solare nella quale potersi giocare senza grosse pressioni gli impegni più difficili. Lo ha fatto, ponendo su di una difesa precisa, ordinata e feroce le basi delle sue vittorie: sono solo sette infatti le mete subite dalla Benetton in questo inizio di stagione (nel computo delle marcature subite, terza migliore difesa del torneo) con soli nove calci di punizione subiti (il minor numero di tutta la Magners League). Numeri che parlano da soli e che testimoniano la straordinaria organizzazione e disciplina mostrata del gruppo di Franco Smith.

Discorso diverso per gli Aironi. La franchigia lombardo-emiliana chiude la classifica con due soli punti all’attivo in cinque giornate, frutto dei due punti di bonus raccolti nei match giocati alla Zaffanella. I tuttineri sono stati fortemente penalizzati dagli infortuni dei due centri titolari, che hanno complicato il compito già proibitivo di Franco Bernini: trasformare in squadra un organico assemblato in fretta e furia in meno di sei mesi. Dopo la buona prova realizzata contro il Munster a Cork e la vittoria sfiorata contro l’Ulster a Viadana (prima e seconda della classifica, rispettivamente), la perdita della mediana ha mandato infatti in confusione la retroguardia italiana che ha subito pesanti lezioni da Scarlets e Ospreys prima di arrendersi all’Edimburgo solo nei minuti finali di un match dominato in ogni fase e perso con il punteggio di 10 a 9. La sensazione è che gli Aironi possano comunque dare molto di più a questa Magners League, e se riusciranno a sistemare i problemi di indisciplina che ne hanno caratterizzato le prime uscite, potranno senza dubbio riuscire a portare a casa punti preziosi per una classifica che si fa già terribilmente complicata.

Enrico Borra
Rugby! Editore e Direttore