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In Italia la Magners League e’ gia’ un successo

Guinness PRO12 Editor

14 Jan 2011

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Il torneo celtico si ferma per la pausa di coppa e per il primo weekend di Sei Nazioni, ma il bilancio della prima parte di stagione è assolutamente positivo.

A distanza di quattro mesi dalla storica “prima” del rugby italiano nel rugby professionistico, è d’obbligo gettare uno sguardo veloce su questa prima parte di Magners League. Nei primi tredici turni di torneo celtico le formazioni italiane hanno ottenuto complessivamente sei vittorie (tutte di marca Benetton) contro 18 sconfitte, collezionando 28 dei 120 punti disponibili (24 di Treviso e 4, tutti per bonus sconfitte, da parte Aironi). 24 le mete fatte e 64 quelle subite per un deficit complessivo in differenza punti superiore a quota 250 (-255 per la precisione). Numeri che potrebbero impressionare negativamente ma che non sono affatto da sottovalutare, data la totale inesperienza delle nostre due rappresentanti a frequentare su base settimanale i salotti del professionismo e la difficile situazione del mercato, che a visto proprio Aironi e Benetton costrette ad inventarsi due squadre competitive in poco meno di sei mesi.

E’ però al di fuori del rettangolo di gioco che si celebra il successo italiano in questo primo anno di Magners League. E’ infatti stata accolta con incredibile euforia la scelta storica da parte della FIR di aderire al progetto celtico e quanto visto a Monigo e allo Zaffanella fino a questo momento ha regalato impulso ad un movimento da sempre legato a doppia mandata esclusivamente alle sorti della nazionale. Le 31mila e 300 presenze raccolte dalla Benetton Treviso nei sette incontri disputati allo Stadio Monigo (una media di poco inferiore alle 4.500 presenze a partita) e i 17.533 spettatori che gli Aironi hanno ospitato a Viadana nei propri cinque turni casalinghi (circa 3.500 persone ad incontro) hanno portato il pubblico totale di questa prima parte di Magners League a sfiorare quota 50mila. Una soglia pazzesca se si pensa alla risicata media spettatori lasciata in dote dallo scomparso campionato di Super 10 e quelle ben più indicative che Treviso e Viadana erano solite registrare nel massimo campionato italiano per club.

Inutile sottolineare il fatto che la differenza tra la media delle due realtà professioniste italiane è giustificata dai risultati ottenuti sul campo da veneti e lombardo-emiliani, con i primi capaci di imporsi per ben cinque volte su sette tra le mura amiche (a Monigo sono passati solo i Cardiff Blues e l’Ulster) e con i secondi che non hanno ancora conquistato un singolo successo in tutto il campionato. Insomma…vincere aiuta, ma sei buongiorno di vede dal mattino…

Enrico Borra
Editore e Direttore
Rugby!